Risarcimento diretto RC Auto: come funziona?



Manca poco. Da ottobre ci sarà una importante novità che riguarda tutti gli automobilisti italiani e di cui è necessario essere a conoscenza. Si tratta del cosiddetto risarcimento diretto, un provvedimento del tutto nuovo che è stato annunciato dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Come abbiamo detto, tra qualche giorno nel campo delle assicurazioni auto sarà introdotta la procedura del risarcimento diretto. Ma a dire il vero non ci troviamo proprio di fronte ad una novità. C’è da dire, infatti, che l’Isvap, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e d’interesse collettivo, già nel 2007 aveva fatto fare a questa formula il suo ingresso nell’ambito delle assicurazioni, ma all’epoca si trattava di una procedura la cui scelta era facoltativa per le compagnie. Ciò che nel frattempo è cambiato è che non ci troviamo più di fronte ad una procedura la cui scelta è facoltativa ma obbligatoria.

Pertanto, proprio questa obbligatorietà comporta un’adeguata informazione degli automobilisti in proposito. Ecco come, volendo semplificare, possiamo descrivere questo sistema “rispolverato” e che la legge ora impone: l’automobilista, in caso di incidente, potrà direttamente rivolgersi alla propria compagnia assicurativa per chiedere il risarcimento. Cosa cambia? Cambia che, proprio il fatto di potersi rivolgere alla propria assicurazione invece che a quella dell’automobilista che ha causato il sinistro, facilita di gran lunga la vita dell’automobilista.

In questo modo, infatti, si ha un rapporto molto più semplice e immediato tra l’automobilista e la compagnia assicurativa. Ma tutto ciò può avvenire solo in presenza di due condizioni essenziali: l’automobilista deve dar prova di avere ragione e deve obbligatoriamente compilare il modulo di constatazione amichevole. Se sussistono queste condizioni, si potrà allora procedere al risarcimento: sarà la propria assicurazione a provvedere al rimborso, abbreviando finalmente i lunghi tempi di attesa solitamente necessari per risarcire la parte lesa.

Fonte immagine: risarcimentodanniroma.net

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