Lavoro: i Diritti della maternità



Ancor oggi spesso le donne in ambito lavorativo sono discriminate. E la maternità, quanto di più bello ed emozionante che una donna possa vivere, può in alcuni casi essere considerata un problema che può mettere a repentaglio il proprio posto di lavoro. Ma è importante sapere che lavoro e maternità si possono conciliare, oggi si può essere mamme e lavoratrici allo stesso tempo, non rinunciando mai a far valere i propri diritti.

Tante donne, quando scoprono di essere incinta, temono di annunciare la gravidanza al proprio capo, temono addirittura di perdere il lavoro. Ma devono sapere che la legge è dalla loro parte. Iniziamo proprio dal primo problema che ci si pone: come annunciare la gravidanza al proprio capo. Lo si può fare sia verbalmente che tramite una lettera, purché lo mettiate a corrente del vostro stato nei tempi giusti per poter usufruire del congedo di maternità. E’ importante specificare la data del parto e il periodo del congedo, ed inoltre deve essere presentato il certificato di gravidanza. Quanto invece alla paura di rischiare di perdere il proprio posto di lavoro, la legge parla chiaro e stabilisce che dalla gravidanza fino al compimento del primo anno del bambino, la mamma lavoratrice non può essere licenziata.

Ma veniamo proprio al congedo. La lavoratrice in dolce attesa ha il diritto e l’obbligo di non lavorare per cinque mesi, a partire da due mesi prima del parto fino a tre mesi dopo questa data. Questa indennità di maternità viene riconosciuta dalla legge ugualmente alle lavoratrici dipendenti, a quelle autonome e alle libere professioniste. Durante questo periodo verrà concessa alla mamma lavoratrice un’indennita, la cui somma è pari all’80% della sua retribuzione giornaliera. E’ poi altrettanto importante sapere che se la futura mamma non ha ancora un lavoro ma lo sta cercando, ha diritto alla privacy in sede di colloquio, proprio affinché non subisca alcuna discriminazione.

Fonte immagine: donnatop.com

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