ISC: Indicatore Sintetico del Costo del mutuo



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Ogni anno escono fuori centinaia di sigle e nomi diversi per indicare nuove modalità di pagamento o di tassi, ecc. ecco perché dopo un po’ qualunque cittadino, anche quelli più informati, non riescono più a starci dietro. Ecco perché pensiamo di fare cosa gradita facendo chiarezza sulla nuova dicitura uscita qualche tempo fa. Stiamo parlando del’Isc, che altro non è che l’Indicatore Sintetico di Costo, siccome il calcolo di tale tasso va di pari passo con quello del Tasso Annuo Effettivo Globale, cioè il comune Taeg, è stato dichiarato dalle banche che parlare di Taeg o parlare di Isc è praticamente la stessa cosa.

I due nomi si equivalgono, quindi nell’Isc si andranno ad inserire, tutto quello che è già indicato nel Taeg, cioè gli interessi, le spese di apertura e chiusura pratica, le spese dell’incasso della rata, le spese inerenti alle assicurazioni di cui può beneficiare il creditore (come per esempio assicurato in caso di perdita di lavoro, decesso, ecc.), le altre spese che vengono contemplate del normale iter della pratica, ecc.

Per fare un esempio pratico, in caso di mutuo di 120000 euro concesso dalla banca, con rate di 736,90 euro in 25 anni con un tasso del 5,50%, il nostro Isc corrisponde a circa 5,716%. Come si può notare questo valore è leggermente più alto rispetto al valore del Taeg pubblicizzato dalla banca. Questo per far capire come solo l’Isc sia un indicatore affidabile per capire realmente a quanto corrisponde il tasso, per poter così scegliere tra un mutuo o un finanziamento decisamente più conveniente.

Mentre con il Taeg, viene indicato il tasso senza includere le varie spese di apertura, gestione pratica, ecc. con l’Isc questo non è possibile, dovrà essere indicato il valore vero con all’interno tutte le spese. È un ottimo indice di trasparenza che serve all’utente per poter fare un rapido calcolo di quello che andrà a pagare realmente, senza ricevere spiacevoli sorprese di aumento di rata, successivamente alla firma del contratto. Si sa, pur di far firmare il richiedente, l’operatore direbbe qualunque cosa, anche indicare un tasso inferiore a quello che realmente è (nel senso che sul contratto è tutto specificato, ma una volta sentito a voce, la maggior parte delle persone il contratto non lo legge neanche). Quindi da questo momento in poi, quando chiedete un finanziamento o un mutuo, la prima cosa che dovete conoscere sarà il valore dell’Isc.

Fonte immagine – http://www.nisifin.it/?page_id=128

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