Prestito d’Onore: cos’è e come si ottiene



In tempi di crisi è sempre bene essere informati su ogni sorta di agevolazione che la legge prevede. Oggi parliamo proprio di uno strumento che è stato pensato per favorire l’imprenditoria, e quindi per sostenere soprattutto i giovani, dando loro la possibilità di rinnovarsi e uscire dalla disoccupazione. Questo strumento si chiama prestito d’onore. Proprio perché, soprattutto in questo travagliato momento storico del nostro Paese, può essere utile a tanti , cerchiamo di conoscere  meglio questa particolare tipologia di finanziamento, evidenziando in cosa consiste e quali sono i requisiti per poterne fare richiesta.

Il prestito d’onore è un particolare finanziamento introdotto con decreto legislativo n° 185 del 1985, sviluppato poi con successivi decreti, dei quali i più recenti possono datarsi al 1996 e al 2000. Questo prestito è stato creato con lo scopo di mettere a disposizione di coloro che vogliono dar vita ad un’impresa un finanziamento agevolato, che viene erogato direttamente dalle istituzioni, sia enti pubblici locali che statali.

Per poter avere diritto di richiedere il prestito d’onore occorre essere in possesso dei seguenti requisiti: bisogna essere maggiorenni e risultare disoccupati da almeno sei mesi prima della richiesta; bisogna avere la residenza in uno di quei territori considerati svantaggiati dal punto di vista occupazionale, e quindi rientranti nell’obiettivo dei Fondi Strutturali dell’Unione Europea; infine, è meglio avere meno di 35 anni, in alcuni casi una condizione privilegiata, che diventa però necessaria in altri.

Una volta che ci si sarà accertati di essere in possesso di tali requisiti, si potrà fare richiesta per ottenere il prestito d’onore. L’ente che si occupa di gestire tale finanziamento è l’Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Sono tre le tipologie possibili: franchising, microimpresa e  lavoro autonomo. In ogni caso il prestito d’onore prevede che una quota pari a 100 sia erogata per un 60% a fondo perduto, mentre un 40% sarà restituito a tasso molto agevolato.

Fonte immagine: portaledelrisparmio.it

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