Il Risparmio dei Farmaci Generici



Spesso si sente parlare di farmaci generici unitamente al risparmio che portano alle nostre tasche; e molte volte ci capita di arricciare il naso mettendo in dubbio la qualità del prodotto. Questo atteggiamento non solo è sbagliato ma è anche ingiustificato. Per farmaco generico si intende un prodotto primo del brevetto il che lo rende producibile da qualsiasi azienda senza un marchio commerciale definito ma sotto la dicitura DCI – Denominazione Comune Internazionale. Come sappiamo ogni farmaco ha bisogno non solo di una ricerca lunga e costosa ma anche di una adeguata pubblicità sulla stampa e tv e questo naturalmente comporta un aumento del costo del farmaco stesso.

In questo senso il farmaco generico, o equivalente, comporta un enorme risparmio sua per il Servizio Sanitario Nazionale sia per ne nostre più modeste tasche. Per una legge approvata di recente il medico ha l’obbligo di indicare nella prescrizione anche l’equivalente del farmaco prescritto e, in questo caso, è necessario evidenziare il fatto che cambia il prezzo ma non la qualità. Il farmaco generico deve, infatti, rispondere agli stessi criteri di qualità, sicurezza ed efficacia del farmaco principale, altrimenti detto “medicinale di riferimento. Ma ora veniamo a come risparmiare in farmacia; è sempre consigliabile chiedere un farmaco generico al posto di quello originale per via dell’enorme risparmio che non va, come abbiamo visto, a discapito della qualità.

E’ attivo, ormai da qualche anno, il sito generico.com che mette a disposizione del consumatore un database enorme contenente tutti i farmaci da acquistare e le alternative facendo una ricerca per nome, categoria oppure per principio attivo. Vi è anche una sezione chiamata “miglior prezzo” che consente di confrontare circa sette mila farmaci per diverse fasce di prezzo.

Il risparmio delle nostre tasche è anche il risparmio per lo Stato che può investire in ottica di migliorare i propri servizi infatti nel caso dei generici il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa la specialità medicinale di riferimento solo per un importo pari al prezzo più basso dell’equivalente. Il farmacista può avere la facoltà di sostituire il medicinale a patto che, sulla ricetta, il medico non abbia apposto la dicitura “non sostituibile”. Il cittadino, è bene ricordarlo, può non accettare la proposta assumendosi l’importo della differenza di prezzo.

Fonte immagine: farmacologico.asl.varese.it

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