Le Polizze Vita, cosa bisogna sapere



Prima di sottoscrivere una polizza è bene informarsi

Prima di sottoscrivere una polizza è bene informarsi

Negli ultimi anni hanno avuto un discreto sviluppo, nel nostro paese, le assicurazioni sulla vita, cioè quei contratti stipulati tra compagnie assicurative e privati i quali obbligano le prime a pagare al beneficiario del contratto (che può essere persona diversa dal sottoscrittore) un capitale o una rendita, quando si verifica l’avvenimento indicato nel contratto stesso. Per poter avere diritto alla prestazione, il contraente deve pagare una somma di denaro predeterminata (detta premio), che è la remunerazione della compagnia per il rischio che si assume stipulando il contratto.

Il premio in questione può essere liquidato in una sola soluzione al momento della stipula del contratto, oppure attraverso versamenti periodici diluiti nel corso dell’anno, per il numero di anni concordato. Proprio il premio da versare è la parte sulla quale il contraente dovrebbe informarsi nel modo più esauriente e verificare se esso è al lordo o al netto dei caricamenti, delle imposte e dei costi accessori. Non di rado, infatti, chi sottoscrive queste polizze vede aumentare in maniera significativa l’importo dello stesso, che perciò fa diminuire di molto la convenienza paventata inizialmente.

Chi sottoscrive il contratto, l’assicurato e il beneficiario, possono essere la stessa persona oppure soggetti differenti, ad esempio una società che decide di assicurare un suo dipendente indicando come beneficiario la famiglia dello stesso.

La compagnia assicuratrice, a sua volta, in cambio del premio pattuito, dovrà versare alla data concordata, cioè allo spirare della polizza, un capitale o una rendita, a seconda della scelta del sottoscrittore. Nel primo caso, la compagnia versa in una sola soluzione quanto è maturato nel corso degli anni, in base alle cifre versate. Nel secondo caso, dovrà invece garantire un vitalizio per il resto della esistenza del beneficiario. La scelta, spetta naturalmente al beneficiario, il quale potrà far concorrere alla stessa tutta una serie di considerazioni sulla sua aspettativa di vita e sui vantaggi fiscali che una scelta o l’altra può garantire. Il fisco, infatti, prevede trattamenti diversi a seconda che si tratti di capitale o rendita e chi decide di sottoscrivere la polizza dovrebbe farsi spiegare in maniera dettagliata la materia.

L’ultima cosa importante da sapere è che si può recedere a partire da un determinato momento dalla polizza sottoscritta, mandando comunicazione scritta alla società assicuratrice. Di solito il periodo di decorrenza scatta dal terzo anno, ma compiere questa operazione non è comunque conveniente in quanto la somma che viene restituita può addirittura essere meno della metà di quella che è stata versata sino a quel momento e aumenta a seconda della vicinanza dalla scadenza del periodo contrattuale. Proprio per questo motivo, prima di stipulare una polizza è meglio riflettere con molta ponderatezza.

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