Come avere diritto all’Assegno Sociale



Come già sappiamo, lo Stato concede delle agevolazioni ai cittadini che dimostrano di trovarsi in forti difficoltà economiche. Rientra in queste agevolazioni l’assegno sociale, ovvero un sostegno erogato dall’Inps e garantito a tutti quei cittadini che vivono in condizioni disagiate (a basso reddito o a reddito zero). Questo provvedimento non è di certo nuovo: esso è stato introdotto nel 1995 dall’ormai lontana riforma Dini. Ma la recente riforma delle pensioni firmata Monti non ha risparmiato neanche l’assegno sociale, apportando alcune importanti novità. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Se prima della riforma Monti l’assegno sociale spettava ai cittadini economicamente disagiati con almeno 65 anni d’età, inevitabilmente l’innalzamento dell’età pensionabile è andato a toccare anche questa prestazione assistenziale. E’ stato infatti stabilito che il limite minimo d’età per poter avere diritto all’assegno sociale sarà calcolato, esattamente come avviene per le pensioni, in base al cosiddetto adeguamento alla speranza di vita.

Si tratta di un sistema che per calcolare l’età pensionabile, e quindi quella necessaria per ottenere l’assegno sociale, prende in considerazione i dati forniti dall’Istat circa l’aumento dell’età anagrafica. Questo meccanismo sarà attivo dal prossimo anno, e fino al 2019 avrà scadenza triennale, per poi passare ad una scadenza biennale.

Insomma, a partire dal 2013 i 65 anni non saranno più sufficienti per richiedere l’assegno sociale, mentre rimangono inalterati alcuni requisiti base come le condizioni reddituali disagiate e la residenza italiana. Anche alcuni cittadini dell’Unione Europea che risiedono in Italia e gli stranieri con permesso di soggiorno (purché esso non sia inferiore ad un anno) possono presentare domanda. Quanto al reddito, se questo è nullo l’assegno sociale sarà versato a chi ne fa domanda integralmente. Mentre il limite di reddito è pari alla somma di  5.577 euro annui. Se si è in possesso di tutti i requisiti necessari, si potrà compilare l’apposito modulo e consegnarlo ad una delle sedi Inps. A prescindere dai contributi versati, ma in base al proprio reddito e a quello del coniuge, si avrà diritto ad un assegno mensile.

Fonte immagine: vivereinarmonia.it

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