Conti Dormienti: cosa sono e come Chiedere il Rimborso



conti-dormienti-online-elencoUltimamente si sente spesso parlare di conti dormienti, ma non tutti sono esperti di finanza al punto da sapere cosa essi sono. Pertanto oggi vi spiegheremo cosa si intende per conti dormienti e com’è possibile ottenere un rimborso. Ma andiamo per gradi. I conti dormienti sono dei depositi di denaro di diverso tipo (conti correnti, libretti di risparmio, contratti di assicurazione, ecc.) il cui importo è superiore alla cifra di 100 euro e su cui da almeno dieci anni non viene eseguita alcuna operazione. Da questa mancanza di attività da parte sia del titolare che dei suoi delegati la definizione di conti dormienti, in quanto vengono in un certo senso lasciati a dormire in banca.

Ma a questo punto la domanda è d’obbligo: dal momento che questi conti vengono lasciati inattivi, una volta passati dieci anni, chi acquisisce dei diritti su di loro? Per anni e fino al 2007 tutte le somme non riscattate dai titolari dei conti e dai loro eredi rimanevano alle banche. Ma nel 2007 si è intervenuti su questa prassi e le cose sono cambiate.

Allora si decise che le somme non riscattate sarebbero andate a finire in un fondo istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per risarcire le vittime dei crack finanziari. Un altro cambiamento c’è stato poi nel 2010, quando si è deciso che fosse la Consap ad occuparsi dell’assistenza dei titolari dei fondi dormienti e quindi delle eventuali domande di rimborso.

E veniamo proprio alla procedura attraverso cui è possibile ottenere il rimborso. Il primo passo da compiere è quello di collegarsi al sito Internet della Consap, così da controllare se effettivamente si risulta essere titolari di un conto dormiente. Nel caso in cui ci sia un conto dormiente a proprio nome, sullo stesso sito si può scaricare la domanda di rimborso. La domanda dovrà essere compilata e spedita insieme ai documenti richiesti alla sede della Consap tramite raccomandata AR. Da questo momento in poi non dovrete fare altro che attendere una risposta.

Fonte immagine: blogosfere.it

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